I disturbi specifici dell’apprendimento

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Il 4 ottobre, dopo i due incontri di maggio, nella biblioteca di Cordovado si è svolto un terzo incontro sui disturbi dell’apprendimento scolastico e le relative difficoltà, dal titolo “Scuola… che fatica! I disturbi specifici dell’apprendimento: cosa fare. Tra metodi, strategie e strumenti”. Relatrice dell’incontro è stata la dottoressa Pamela Dovigo, psicologa, specialista in psicopatologia dell’apprendimento.

Approfondiamo anche noi la tematica dei disturbi specifici dell’apprendimento, per contribuire alla diffusione delle informazioni che la riguardano, nella convinzione che conoscere sia il primo passo per affrontare le difficoltà.

I “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” (spesso indicati con l’acronimo DSA) sono un gruppo di disturbi caratterizzati da difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, come la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo. L’origine dei DSA è di tipo neurobiologico: ad esempio nella dislessia, che è il più diffuso tra i disturbi, si è dimostrato un ridotto funzionamento di alcune aree cerebrali coinvolte nei processi linguistici.

Nella categoria dei DSA rientrano quattro differenti forme di difficoltà: la dislessia, cioè la difficoltà nella lettura; la disortografia, cioè la difficoltà a controllare ed utilizzare le regole della scrittura; la disgrafia, cioè il tratto grafico poco modulato e scorretto; la discalculia, cioè la difficoltà nelle procedure matematiche e nel calcolo.

Gli interventi su questi disturbi sono di tipo riabilitativo ed educativo: grazie a questi interventi si ha spesso un lento percorso di miglioramento e soprattutto si possono garantire alle persone che presentano queste difficoltà condizioni e opportunità di apprendimento adeguate. Si capisce come la precocità ed adeguatezza dell’intervento, e l’adozione delle misure compensative (di supporto alle difficoltà, come l’uso del computer per scrivere i testi, dei software per la lettura automatica o della calcolatrice) siano fondamentali a questo scopo.

Da tutte queste considerazioni e dal fatto che si stima che circa il 3% della popolazione scolastica presenta disturbi di questo tipo, negli ultimi anni si è focalizzata l’attenzione sulla prevenzione. In particolare, come è avvenuto in questi incontri svolti dalla dottoressa Dovigo, è fondamentale la conoscenza di alcune prime indicazioni, per insegnanti, genitori e comunque per tutti, su cosa siano questi disturbi, come si possano riconoscere, sulle modalità di intervento e sulla scelta delle tecniche riabilitative e degli strumenti più adeguati per affrontarli.

Per approfondire: http://www.lineeguidadsa.it

Lorenzo Marafatto